p 269 .

  18 . Le Province Unite verso il dominio dei mari.
  Da:  I.  Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna,  Il
Mulino, Bologna, 1978 .
     
         Ancora  pi  straordinaria di quella inglese fu  l'espansione
         economica delle Province Unite - la futura Olanda,  dal  nome
         di  una delle regioni componenti l'Unione -, che raggiunse il
         culmine  in  pieno Seicento. Nel brano seguente il  sociologo
         statunitense  Immanuel Wallerstein ripercorre il  cammino  di
         tale    sviluppo,    indicandone    i    principali    motori
         nell'organizzazione  alimentare  ed  agricola,  nel   settore
         manifatturiero  e mercantile, e soprattutto  nel  ramo  delle
         costruzioni  navali, che consent agli olandesi  di  superare
         nella navigazione commerciale qualunque potenza europea.
     
Le  Province  Unite, "questo deposito di sabbia e di  fango  ereditato
dalle  glaciazioni",  furono  la prima potenza  egemone  nell'economia
europea  dopo  il  fallimento dell'Impero mondiale  tentato  da  Carlo
quinto. L'economia olandese conobbe i suoi momenti pi felici  tra  il
1625 e il 1675, quando giunse all'acme un sistema di produzione che si
era  sviluppato dalla forma storicamente antichissima della  "raccolta
del  cibo".  Nel caso degli Olandesi si trattava della  "raccolta  del
pesce": in particolare della pesca e della salatura delle aringhe.  Le
aringhe  furono "la miniera d'oro olandese. Gli Olandesi - scrisse  un
contemporaneo - pescano pi aringhe e le preparano meglio di qualunque
altra  nazione;  ed  il  Signore, per mezzo delle  aringhe,  ha  fatto
dell'Olanda  il  centro del commercio di tutta l'Europa.  L'aringa  fa
marciare il commercio olandese ed il commercio olandese tiene a  galla
il mondo".
     
     p 270 .
     
     Le  origini  di  tale efficienza vanno cercate nell'invenzione  -
che risale al 1400 - dello Haringbuis, un battello per la pesca il cui
rapporto  lunghezza-larghezza forniva buona manovrabilit, possibilit
di  tenere  il  mare  con ogni tempo, grandi capacit  di  carico.  La
struttura  di  queste  navi era tale che i loro ampi  ponti  rendevano
possibile  la  lavorazione del pesce a bordo.  Su  questi  battelli  i
pescatori  potevano  prendere il largo tenendo il  mare  per  sei-otto
settimane.  Effettuata  la pesca e lavorato  il  prodotto,  il  carico
veniva trasbordato su imbarcazioni pi piccole che tornavano a terra.
     Gli  Olandesi non praticavano soltanto la pesca delle aringhe nel
Mare del Nord ma pescavano anche i merluzzi in Islanda e cacciavano le
balene  fin nei mari polari. Le balene non erano richieste come  cibo,
ma erano ricercate per i prodotti che esse fornivano, cio olio, usato
per  saponi e come combustibile per le lampade, e osso, utilizzato per
l'abbigliamento. Nel diciassettesimo secolo gli Inglesi  consideravano
"irritante"  che i marinai delle Province Unite potessero  pescare  al
largo delle loro coste e facessero loro concorrenza nella vendita  del
pesce: "il commercio delle aringhe e del merluzzo - si diceva -    la
causa della ricchezza degli Olandesi che navigano nel Baltico".
     Le   aringhe,   comunque,  non  spiegano  tutto.   Gli   Olandesi
mostrarono  le loro grandi qualit anche nell'agricoltura.  Si  tratt
d'una  conquista prodigiosa, sia per l'ampiezza delle conseguenze  che
per l'intensit dello sforzo: i Paesi Bassi, infatti, non erano adatti
geograficamente n alla coltivazione dei cereali, n a qualsiasi altro
tipo  di  coltivazione. Questa arretratezza originaria fu superata  in
due  modi. Primo: i procedimenti per eliminare l'acqua dall'entroterra
e  per  ottenere  suolo ad uso agricolo portarono  all'invenzione  dei
mulini  a  vento  e  ad una fioritura dell'ingegneria  tale  che  fece
diventare l'Olanda il centro della "meccanica del legno". Le bonifiche
cominciarono nel 1250, ma si affermarono tra il 1600 e il 1625, quando
si registr un importante salto quantitativo: il livello elevato delle
bonifiche  fu mantenuto per tutto il secolo diciassettesimo.  Secondo:
la necessit spinse gli Olandesi ad un'agricoltura intensiva che tocc
il vertice tra il 1620 e il 1750.
     Dato  che  il  suolo  era  poco  adatto  all'aratro,  si  dovette
aumentare  la produzione rivolgendosi a colture che non esigevano  uno
scasso  profondo del terreno. Ci si orient verso il lino, la  canapa,
il  luppolo,  gli ortaggi, gli alberi da frutto. Furono migliorate  le
tecniche  ricorrendo all'uso di strumenti semplici  e  non  costosi  e
grazie   all'introduzione   della   coltivazione   a   filari,   della
fertilizzazione massiccia, del lavoro accurato in aree ristrette;  non
fa  meraviglia  che  il  periodo che va dal 1590  al  1670  sia  stato
definito "il secolo dell'agricoltura olandese".
     Le  Province  Unite divennero un grande centro di  produzione  di
beni   industriali.  Il  settore  trainante  fu  quello  tessile.   La
produzione  si  concentr  a Leiden ove si cominciarono  a  tessere  i
fustagni  per  i  quali divenne poi famosa l'Inghilterra.  La  seconda
grande   industria  fu  l'ingegneria  navale:  un'industria  altamente
meccanizzata che ricorse con successo ad espedienti tecnici  quali  le
segherie  a  vento, le grandi gru adatte a trasportare il legname,  ed
originali  modelli  di carrucole e di presse. Ad Amsterdam  ebbero  la
loro  sede molti opifici sussidiari che fabbricavano funi, utensileria
per navi, strumenti nautici. Per costruire le navi era necessaria gran
quantit di legno. Si calcola che per allestire un vascello da  guerra
fossero necessarie 2000 querce che dovevano essere invecchiate per  un
secolo  perch il loro legno non si spaccasse troppo facilmente;  2000
querce  richiedevano allora 50 acri [un acro equivale a  m2  4047]  di
terreno boscoso.
     L'alto  livello  delle costruzioni navali  e  la  possibilit  di
tenere  in  efficienza  una  grande flotta furono  le  condizioni  che
permisero agli Olandesi di dominare i mercati mondiali.
     Nel  1670  gli Olandesi trasportavano un tonnellaggio  tre  volte
superiore  a  quello  inglese e pi del tonnellaggio  di  Inghilterra,
Francia,   Portogallo,   Spagna   e  Germania   messe   insieme.   Nel
diciassettesimo secolo gli Olandesi si "spinsero ovunque": nelle Indie
Orientali,  nel  Mediterraneo, in Africa, nei Caraibi, nell'Atlantico,
in  America.  Riuscirono a tanto anche perch  avevano  la  tecnologia
adatta per farlo: la loro vela quadrata trionf su quella latina.
     
     p 271 .
     
     Molto  si  detto sulle diverse caratteristiche delle due  grandi
compagnie  olandesi: la Compagnia delle Indie Orientali e la Compagnia
delle Indie Occidentali. La prima fu fondata dai mercanti di Amsterdam
nel  1602,  quando non era ancora conclusa la guerra di  indipendenza.
Fu,  da  una  parte,  un'arma economica e politica diretta  contro  la
Spagna, dall'altra nulla pi che una organizzazione atta a trasportare
tutte  le  spezie  che  richiedeva il  mercato  europeo.  La  seconda,
costituita  pi tardi, nel 1621, definita "un insieme belligerante  di
commercio  e di religione", mosse sulle rotte atlantiche.  Furono  gli
Olandesi  della  Compagnia  delle  Indie  Occidentali  a  fondare  New
Amsterdam [la futura New York], a conquistare il Nord-Est del Brasile,
togliendolo ai Portoghesi, a stabilire le proprie basi in Angola. Cosa
accadde  durante il periodo corrispondente all'egemonia degli Olandesi
sui  continenti? Anzitutto gli Olandesi tennero in scacco gli Spagnoli
in America, fornendo lo "schermo navale" dietro al quale gli Inglesi e
i  Francesi costruirono le loro colonie. E' anche importante ricordare
che  gli  Olandesi furono i primi ad organizzare in scala di massa  il
commercio  degli schiavi per fornire le piantagioni americane  e  che,
quando  dovettero  abbandonare le piantagioni,  cercarono  di  restare
sulla  scena,  continuando ancora ad esercitare  quel  loro  traffico.
Quando nel 1675 persero il primato sui mari, lasciarono il campo  alla
Royal  African  Company che gli Inglesi fondarono  proprio  in  quegli
anni.
